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Il percorso più difficile e bello della mia vita

Gentile Lettore,
condivido con te le care considerazioni di una persona, mia paziente, con la quale ho avuto occasione di collaborare durante una gratificante esperienza di Psicoterapia.
Certe parole, quali queste che potrai leggere tra breve, mi riempiono il cuore di soddisfazione e mi confermano che la sinergia Paziente-Psicoterapeuta genera benessere e gratificazione da entrambe le parti ❤️

“È stato un percorso lungo e difficile ma allo stesso tempo entusiasmante.
Posso definirlo il percorso più difficile e bello della mia vita.
Con qualunque persona parli della mia esperienza ne parlo sempre con un gran sorriso e con gran piacere perché sono cresciuta tanto e la cosa più bella è che con te si è creato un legame che per me è indissolubile.
Tra paziente e psicoterapeuta si crea questo rapporto magico che nel tempo si solidifica sempre di più. Per noi pazienti sei un faro nel buio sei un punto di riferimento e un pilastro nella nostra vita.
Tutti quanti dovrebbero avere il privilegio di incontrare una persona come te perché per noi, tuoi pazienti, sei stata e lo sarai sempre parte della nostra vita…perciò GRAZIE!”

Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra: facciamo un pò di chiarezza.

Operando da diversi anni in questo campo mi rendo conto dell’estrema confusione che c’è nella clientela rispetto alle competenze tipiche di queste figure professionali; molte persone non hanno una chiara idea della differenza che esiste tra queste professioni ma, se si sta cercando aiuto da un professionista della salute mentale, è di fondamentale importanza conoscere in cosa differiscono le prestazioni che vengono offerte da queste figure professionali.

PSICOLOGO: è necessaria una laurea in Psicologia legalmente conseguita presso un’Università Italiana, un Tirocinio Formativo della durata di un anno effettuato con la supervisione di un tutor professionista iscritto all’Ordine Nazionale degli Psicologi Italiani e il superamento dell’Esame di Stato che consente l’iscrizione all’Albo degli Psicologi della Regione di appartenenza, obbligatoria per esercitare.

Tale qualifica gli permette di intervenire su problematiche affettive, relazionali e sociali, sia in età evolutiva (infanzia e adolescenza), sia in età adulta (individuale, coppia, gruppo o famiglia).

Lo psicologo può fare diagnosi, valutazioni, interventi di prevenzione, ma non “cura”, non prescrive farmaci, ma utilizza la relazione, l’ascolto, l’empatia, la parola, come strumenti, naturalmente utilizzandoli secondo specifiche tecniche basate sulle teorie fondamentali alle quali fa riferimento il professionista.

 PSICOTERAPEUTA: è un laureato in psicologia o in medicina con una specializzazione di almeno quattro anni in una scuola riconosciuta ufficialmente dallo stato italiano. Questo consente l’iscrizione all’elenco degli psicoterapeuti dell’Ordine degli Psicologi. Lo Psicoterapeuta è colui che “cura” la patologia, e aiuta la persona a tornare ad una condizione di benessere, magari migliore di quello precedente come problemi di origine esistenziale (fobie, traumi, lutti, separazioni, timidezza, complessi, ecc.) o psicopatologie (disturbi d’ansia, attacchi di panico, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, ipocondria, ecc.).
Non utilizza farmaci, benché possa prevedere la combinazione di psicoterapia e psicofarmacologia.

La differenza tra gli psicoterapeuti sta nella loro formazione a Modelli diversi di terapia,  esistono diverse Scuole di specializzazione che propongo percorsi riferiti ad approcci teorici e metodologici anche molto differenti tra loro.

Per questo i Modelli di riferimento seguiti dallo psicoterapeuta possono condurre a terapie con tempi ed esiti estremamente diversi.

 PSICHIATRA: è un laureato in Medicina e Chirurgia con una specializzazione post laurea in Psichiatria, è quindi un medico a tutti gli effetti che si occupa di Disturbi Mentali e può prescrivere farmaci. Tende a curare il disagio psichico andando a riequilibrare gli scompensi chimici che vengono a crearsi nel cervello di una persona sofferente.

Talvolta le due professioni collaborano nel perseguire la salute di un dato paziente. In questi casi il disturbo viene affrontato in modo parallelo sia dal punto di vista psicologico sia dal punto di vista psichiatrico.

Alcuni psichiatri sono anche psicoterapeuti.

Cos’è la terapia cognitivo comportamentale?

 La terapia cognitivo comportamentale si basa su tre assunti:

 – l’attività cognitiva influenza il comportamento;

 – l’attività cognitiva può essere monitorata e modificata;

 – il cambiamento desiderato del comportamento può essere facilitato attraverso il cambiamento cognitivo.

Questa prospettiva teorica presuppone che si verifichino processi interni non manifesti, chiamati pensieri o cognizioni, e che tali eventi cognitivi possano mediare i cambiamenti del comportamento; gli indici principali che verranno utilizzati per la valutazione del cambiamento saranno quindi la cognizione ed il comportamento. Entro certi limiti, i cambiamenti emotivi e fisiologici vengono anche utilizzati come indicatori di cambiamento, in particolare laddove il disturbo emotivo o fisiologico rappresenta la manifestazione principale del problema che si presenta nel trattamento (per es. disturbi d’ansia, disturbi psicofisiologici).